Voce Francescana n. 6

Disponibile online il nuovo numero di Voce Francescana. Si tratta del n. 6 ( luglio-agosto 2015).

Come al solito basterà cliccare sull’immagine sottostante per scaricare il fascicolo di 16 pag. in formato pdf. Buona lettura.

 

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Santa Chiara 2015

Chapel of St. Anthony of Padua in St. Matthew's Cathedral in Washington, DCNella solennità della madre Santa Chiara vogliamo rivolgere a tutti i lettori le stesse parole che ella rivolse alle sue sorelle e figlie. Pubblichiamo la sua benedizione certi che essa scenderà su ognuno di noi, sulle nostre vite e su quelle delle persone a noi care. Buona festa di Santa Chiara a tutti.

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.

Il Signore vi benedica e vi custodisca. Vi mostri la sua faccia e abbia misericordia di voi.

Volga verso di voi il suo volto e vi dia pace,
sorelle e figlie mie, e a tutte le altre che verranno e rimarranno nella vostra comunità, e alle altre ancora, tanto presenti che venture, che persevereranno fino alla fine negli altri monasteri delle povere dame. Io Chiara, ancella di Cristo, pianticella del beatissimo padre nostro san Francesco, sorella e madre vostra e delle altre sorelle povere, benché indegna, prego il Signore nostro Gesù Cristo, per la sua misericordia e per l’intercessione della santissima sua genitrice, santa Maria, e del beato Michele arcangelo e di tutti i santi angeli di Dio, del beato Francesco padre nostro e di tutti i santi e le sante, che lo stesso Padre celeste vi dia e vi confermi questa santissima benedizione sua in cielo e in terra: in terra, moltiplicandovi nella grazia e nelle sue virtù fra i servi e le ancelle sue nella Chiesa sua militante; e in cielo, esaltandovi e glorificandovi nella Chiesa trionfante fra i santi e le sante sue. Vi benedico nella mia vita e dopo la mia morte, come posso, con tutte le benedizioni, con le quali il Padre delle misericordie ha benedetto e benedirà i suoi figli e le sue figlie in cielo e sulla terra, e con le quali il padre e la madre spirituale ha benedetto e benedirà i figli suoi e le figlie spirituali. Amen.

Siate sempre amanti delle anime vostre e di tutte le vostre sorelle, e siate sempre sollecite nell’osservare quelle cose che avete promesso al Signore.

Il Signore sia sempre con voi e voglia il Cielo che voi siate sempre con lui. Amen.

*Immagine allegata all’articolo: Santa Chiara e Jacopa de Settesoli, Chapel of St. Anthony of Padua in St. Matthew’s Cathedral in Washington, DC.


Il ricordo di un padre

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Il serafico patriarca san Francesco d’Assisi, mentre era in vita ed anche dopo la sua preziosa morte, ha invogliato molti a servire Dio in seno alla famiglia religiosa da lui fondata, ma ha attirato anche innumerevoli laici ad entrare nelle sue istituzioni rimanendo nel mondo, per quanto era loro possibile. Difatti, per servirci delle parole del nostro predecessore Pio XI, ” sembra… non esservi stato mai alcuno in cui brillasse più viva e più somigliante l’immagine di Gesù Cristo e la forma evangelica di vita che in Francesco. Pertanto egli che si era chiamato l’araldo del gran Re, giustamente fu salutato quale un altro Gesù Cristo per essersi presentato ai contemporanei e ai secoli futuri quasi Cristo redivivo, dal che seguì che, come tale, egli vive tuttora agli occhi degli uomini e continuerà a vivere per tutte le generazioni a venire” (enciclica Rite Expiatis, 30.4.1926, AAS 18 [1926], p. 154). Noi siamo lieti che il “carisma francescano” ancora oggi vigoreggi per il bene della chiesa e della comunità umana, nonostante il serpeggiare di dottrine accomodanti e la crescita di tendenze che allontanano gli uomini da Dio e dalle cose soprannaturali.

Ci piace ricordarlo così Paolo VI. Padre, in epoca moderna,  per tutta la famiglia francescana e in modo particolare per i francescani laici. Siamo grati a Dio per averlo avuto e per i doni che attraverso questo suo Servo ha voluto elargire alla Chiesa e al francescanesimo tutto. Nel giorno della sua nascita al cielo invochiamo la sua protezione, quella del Beato Paolo VI, sulla nostra Fraternità, sul nostro lavoro di comunicatori e su tutti i lettori di Voce Francescana.

Nicola Antonazzo


La festa del perdono

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Il 2 agosto ricorre come ogni anno la festa della Dedicazione della Basilica Papale di S. Maria degli Angeli in Porziuncola. Con essa si celebra anche il Perdono di Assisi, l’indulgenza della “Porziuncola”.

Per chi non conoscesse questa tradizione offriamo una piccola guida a cura di Nicola Antonazzo. Basterà cliccare sul link sottostante per scaricare l’articolo in formato pdf. L’articolo sarà disponibile sul prossimo numero di Voce Francescana ( n. 6 Luglio- Agosto)

Nicola Antonazzo – IL PERDONO DI ASSISI

 

 


San Bonaventura. Il secondo fondatore.

San Bonaventura è a tutti gli effetti considerato un co-fondatore dell’Ordine dei Frati Minori. Resse il governo dell’Ordine come Ministro Generale per ben 17 anni, segnandone in maniera indelebile la storia e la tradizione. Non poteva essere diversamente visto il suo legame così stretto, fin dalla sua infanzia con la storia del francescanesimo. La madre, infatti, attribuì all’intercessione del Serafico Padre la guarigione  del piccolo Bonaventura in tenera età. Ancora giovanissimo entrò nell’Ordine e, dimostrando una spiccata propensione per lo studio, si recò a Parigi  dove, discepolo di Alessandrò d’Harles si fece notare a tal punto da diventare ben presto Maestro dello studio teologico. Presso lo stesso collegio, la Sorbona, fu amico e collega di un altro grande Dottore della Chiesa: San Tommaso d’Aquino.

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Il suo apporto decisivo per la storia e la legislazione dell’Ordine lo abbiamo attraverso le Costituzioni Narbonensi. Ad esse faranno riferimento tutte le revisioni future delle Costituzioni Generali. Frutto del suo impegno per l’approfondimento e il consolidamento della storia dell’Ordine fu la stesura della Legenda Maior, la principale biografia di San Francesco cui si ispirò lo stesso Giotto per dar vita agli affreschi della Basilica di Assisi

Il suo impegno ecclesiale non si limitò però alla sola cura dell’Ordine. Fu Vescovo di Albano e Cardinale; in queste vesti partecipò al secondo Concilio di Lione, assise dalla quale non tornerà.  Il 15 luglio del 1274, infatti,  muore, assistito da Papa Gregorio X.

Leggiamo dall’Itinerario della mente a Dio:

Se poi vuoi sapere come avvenga tutto ciò, interroga la grazia, non la scienza, il desiderio non l’intelletto, il sospiro della preghiera non la brama del leggere, lo sposo non il maestro, Dio non l’uomo, la caligine non la chiarezza, non la luce ma il fuoco che infiamma tutto l’essere e lo inabissa in Dio con la sua soavissima unzione e con gli affetti più ardenti.Ora questo fuoco è Dio e questa fornace si trova nella santa Gerusalemme; ed è Cristo che li accende col calore della sua ardentissima passione. Lo può percepire solo colui che dice: L’anima mia ha preferito essere sospesa in croce e le mie ossa hanno prescelto la morte! (cfr. Gb 7,15).


Solennità tempo ordinario: Santissima Trinità

trecerchiNel tempo ordinario, che è il momento in cui la Chiesa medita sul ministero pubblico di Gesù e nel quale ci viene offerta una lettura continua del Vangelo, che si presta ad un cammino catechistico più costante nel tempo, troviamo delle solennità e delle feste che rappresentano dei momenti importanti di riflessione e di incontro con Dio.

La domenica dopo Pentecoste infatti la Chiesa celebra la solennità della Santissima Trinità. Questa prima solennità del tempo ordinario affonda le sue radici nelle dispute trinitarie dei primi secoli (III e IV secolo). Già nell’VIII secolo troviamo un formulario che contiene l’attuale prefazio del Gelasiano, che è un antico libro liturgico cristiano del VII-VIII secolo, che contiene i testi per la celebrazione dell’Eucaristia in tutto l’anno liturgico. Fra i libri liturgici superstiti della Chiesa occidentale è il secondo per antichità, preceduto solo dal Sacramentario Veronese risalente alla metà del V secolo. Nel 1334 Giovanni XXII la introdusse per tutta la Chiesa. Oggi la solennità della Santissima Trinità si celebra nella Domenica dopo Pentecoste, poiché la Pentecoste è il compimento del Mistero Pasquale che è opera del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il prefazio che si recita in questo giorno è antichissimo, risale al Gelasiano e costituisce una mirabile sintesi della Teologia trinitaria classica, ma è anche concettualmente molto complesso dal sembrare quasi incomprensibile. Il prefazio di questa solennità celebra la Trinità quale mistero di fede (dogma) da credere. Le letture bibliche invece sottolineano l’aspetto della Trinità quale mistero di salvezza (dimensione economico-salvifica).

Sul mistero della Santissima Trinità si racconta un episodio della vita di Sant’Agostino d’Ippona (Tagaste, 13 novembre 354Ippona, 28 agosto 430) che ci fa ben capire quanto da sempre sia stato un tema che ha incuriosito e coinvolto i teologi di tutti i tempi. Si racconta infatti che Sant’Agostino, camminando sulla riva del mare, era immerso in profondi pensieri perché stava componendo un suo famoso trattato sulla Trinità, nel quale si sforzava di approfondire questo grande mistero. Ad un tratto s’accorse che a breve distanza da lui v’era un bimbo, che con una conchiglia attingeva dal mare e la trasportava in una piccola buca, che aveva scavata nella sabbia. “Che fai bimbo?”, domandò Sant’Agostino. “Voglio svuotare il mare e metterlo in questa buca”, rispose il bambino, ed il santo d’Ippona riprese: “Ma non vedi che è impossibile? Il mare è così grande e la buca così piccola!”. Il bambino rispose: “Vescovo Agostino, e come potrai tu, piccola creatura della terra, con la tua limitata intelligenza comprendere un mistero così alto, quale è quello della SS. Trinità?” Detto ciò, il piccolo scomparve. Era infatti un angelo del Cielo.

Tindaro Mangano


Il Mese Mariano di Voce Francescana

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Grazie alla collaborazione con il blog “Sui passi di Maria” per ogni giorno del mese di maggio avremo la possibilità di pregare con Maria. Un’immagine…una giaculatoria…una preghiera ci permetteranno di farci prendere per mano da Colei che per prima ha creduto e per prima si è fatta discepola dell’Altissimo.

Per lei il Serafico Padre San Francesco compose questa stupenda lode:

Ave, Signora, santa regina, santa Madre di Dio,
Maria,
che sei vergine fatta Chiesa
ed eletta dal santissimo Padre celeste,
che ti ha consacrata
insieme col santissimo suo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito;
tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene.

Ave, suo palazzo.
ave, suo tabernacolo,
ave, sua casa.
Ave, suo vestimento,
ave, sua ancella,
ave, sua Madre.

E saluto voi tutte, sante virtù,
che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo
venite infuse nei cuori dei fedeli, perché da infedelifedeli a Dio li rendiate.