Cose antiche e cose nuove

DIGIUNOFRDurante l’Angelus di oggi, Papa Francesco ha annunciato una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria. A parte il fatto che si tratta della prima azione vera e concreta con la quale viene mobilitata l’opinione pubblica nei confronti del dramma siriano, dimostra, a quanti ne avessero bisogno, che siamo in presenza di una continua e inarrestabile rivoluzione posta in essere dal Pontefice.  Cose nuove ne stiamo vedendo tante ( anche se alcuni dentro e fuori la Chiesa si ostinano a non voler vedere): uno stile, una carica, una dinamicità che infondono coraggio anche nei più reticenti e dubbiosi.  Abbracci, carezze, telefonate imporvvise accanto ai profondi cambiamenti in atto nella curia romana sono il nuovo che tutti volevano e attendevano. Ci si aspetta che a questo nuovo corrisponda un atteggimaneto rinnovato da parte dei critici di professione, quelli a cui fa piacere sentire la propria voce, quelli che… se non parli male della chiesa non fai tendenza e non sei intellettuale, quelli che…si Papa Francesco però le crociate…e Giordano Bruno. Per fortuna che questo Papa non cede alla tentazione di far contenti tutti, ma senza troppi giri di parole arriva al nocciolo della questione e sbatte in faccia la verità, anche quella più scomoda, a credenti e non. Ciò che fa altrettanta impressione è la capacità di tirar fuori, insieme alle cose nuove, anche quelle considerate antiche e magarì un po’ retrò. Il diguno è uno di questi elementi demodè. Un Papa così progressita, così ammazza-curia come vorrebbero descriverlo alcuni, cosa fa per la pace? La prima e più importante azione che ci si aspetta da un uomo di Dio: prega e diguna! E da leader religioso invita i fedeli della sua comunità a fare la stessa cosa: “il 7 settembre in Piazza San Pietro dalle ore 19 alle ore 24, in preghiera in spirito di penitenza per invocare da Dio questo grande dono per la amata nazione siriana». Perché «l’umanità ha bisogno di vede gesti di pace»”. Il Papa ha poi invitato tutte le chiese locali ad organizzare liturgie secondo questa intenzione invitando i fratelli delle altre religioni e i non cedenti a queste iniziative.

Cose antiche e cose nuove convivono in questo pontificato. Facciamoci soprendere e coinvolgere dalle une come dalle altre.

Approfittiamo dell’occasione per proporre in allegato la “Nota pastorale” emanata dalla CEI nel 1994 per offrire indicazioni sicure circa l’osservanza delle norme su astinenza e il digiuno. 

Il senso cristiano del digiuno

Nicola Antonazzo©

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