San Silvestro, il Papa dell’Impero

silvestro 1L’ultimo giorno dell’anno è associato nell’immaginario collettivo alla festa di San Silvestro. Cenone ed eventi collaterali di ogni tipo vengono marchiati  dall’etichetta “sansilvestrina”, quasi a voler distinguere e definire un momento dell’anno totalmente slegato da tutti gli altri 364 giorni. Purtroppo certe ricorrenze diventano per alcuni occasioni per dar fiato ai polmoni e giocare a chi la spara più grossa. C’è un po’ di confusione sulla figura di questo Papa e troppe leggende rischiano di essere prese per buone senza il minimo controllo storico. Proviamo a mettere ordine.

Partiamo da contesto storico: è un momento delicato sia per la Chiesa che per il “mondo” occidentale ( leggasi Impero). Quando Silvestro viene consacrato Vescovo di Roma, le persecuzioni contro i cristiani emettono gli ultimi rantoli. E’ ormai alla porte l’inizio di una nuova epoca, durante la quale non sarà più “reato” dirsi seguace di Gesù Cristo. Silvestro governerà la Chiesa per più di vent’anni in questa delicatissima fase di passaggio. Possiamo dire che questa fase di transizione tra la l’epoca delle persecuzioni e quella della libertà di culto fu un’opera scritta a quattro mani e quelle dell’Imperatore Costantino furono un po’ più laboriose.

Troppe leggende medievali hanno incrostato con una patina di falsità la figura di un uomo che si trovò a dover affrontare un passaggio epocale i cui esiti erano a dir poco incerti e i cui frutti facevano più gola ai politici che agli ecclesiastici. Accusato di essere una controfigura rispetto a Costantino ne subì sicuramente la leadership. Più che leggendaria è letteralmente falsa  la storia del battesimo che Silvestro impose a Costantino. L’imperatore lo ricevette da Eusebio in punto di morte, così come da prassi per molti che si accostavano al cristianesimo: posticipare il battesimo negli ultimi anni di vita. Le abitudini cambiarono con l’introduzione delle penitenza reiterabile così come in uso oggi. Il falso storico più famoso rimane  però la Donazione di Costantino, documento già da tempo riconosciuto come falso, redatto quattro secoli dopo i fatti in questione.

Silvestro forse fu “troppo” Vescovo di Roma e poco Pontefice, lasciando che Costantino governasse non solo l’Impero ma anche alcuni passaggi delicati dell’assestamento post persecutorio. Il Concilio di Nicea è per molti aspetti un evento più “costantiniano” che ecclesiale. Il problema è da individuare qui: non era sbagliata la concezione di Silvestro quanto piuttosto l’intromissione di Costantino nella vita della Chiesa. Trascinarla via dai pericoli della persecuzione ebbe come prezzo  una “naturale” ingerenza politica negli affari ecclesiastici. L’alleanza di Silvestro e Costantino portò però benefici alla città di Roma, con la costruzione delle grandi basiliche, passate alla storia come Costantiniane ma dietro suggerimento di Silvestro  che le volle costruite, in molti casi,  sulle tombe dei martiri, i testimoni silenziosi delle persecuzioni.

Nicola Antonazzo
@nicolantonazzo
 
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