Emmaus, andata e ritorno

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Anche quest’anno torniamo ad Emmaus; ancora una volta ci facciamo compagni di viaggio di Cleopa e del suo misterioso amico. Appena sette km ci separano dalla quotidianità dalla quale ci eravamo allontanati per recitare la parte di spettatori nel dramma della passione e morte di Gesù. Delusi e tristi, malgrado l’allelujatico annuncio della Pasqua, siamo tornati ad ingozzarci di banalità per riprendere gli zuccheri abbandonati durante la “quarantena penitenziale”. La gioia della notte della resurrezione, tanto attesa è durata forse quanto uno spettacolo pirotecnico. Sembra quasi che lo sforzo quaresimale non lasci forza per farci godere la luminosità dei 50 giorni che ci separano dalla Pentecoste. E così, “lento pede”, ma ancor di più, “lento core” non ci accorgiamo nemmeno di chi ci cammina accanto. La banalità dell’ordinarietà sembra sconfiggere ogni buon proposito. Speravamo….pensavamo…Ed invece ci rimane l’assurdità di un racconto di cui assurdi e in-credibili sono gli stessi testimoni. La sera è sempre lì ad aspettarci, con la sua penombra che spegne una ad una le luci della nostra speranza, come un guardiano che soffia sul moccolo di ogni candela prima sbarrare il portone davanti ai nostri occhi.

Eppure la felicità è lì a due passi da noi, è in noi e arde, brucia nei sogni e nei desideri più intimi e veri. Arde perchè dispiega le nostre ali accartocciate e impacchettate, le  ali che ci permetterebbero di volare sulle nostre miserie e i nostri progetti meschini.  “Avrebbe liberato Israele” (Lc 24, 21), quel Gesù che altri hanno provveduto a condannare togliendoci dall’imbarazzo del dover prendere una decisione coraggiosa. Occorre rompere, spezzare, frantumare e ridurre a niente il nostro lavoro per riconoscere quel Gesù in ogni cosa, in ogni forestiero di Gerusalemme. Andare lontano non serve: Lui è lì accanto a noi e aspetta di essere riconosciuto, di essere assaggiato. E allora partiremo, e lo faremo senza aspettare l’ennesima conferma. Partiremo non per il rifugio che ci eravamo preparati in caso di fallimento, il piano B che salva capre e cavoli. Partiremo e torneremo a scommettere su di Lui, a scommettere che solo su di Lui, il solo capace di farci conoscere la via della Vita, vita piena e vera, dolcezza senza fine ( cf. Salmo 15).

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