In diretta dal Sinodo – 2

sinodo spadaroIeri mattina alle 10, Papa Francesco, presiedendo la messa nella Basilica di San Pietro, ha aperto ufficialmente la terza Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema «Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione». In tutto 230 i concelebranti tra cardinali, patriarchi, arcivescovi, vescovi, e sacerdoti. Durante l’omelia il Santo Padre ha esplicitato il rapporto esistente tra la vigna citata nella parola del giorno e il sogno di Dio. Siamo abituati a sentire parlare dell’amore di Dio, un po’ meno a sentire dire che Dio sogna. Papa Francesco, ieri lo ha ripetuto più volte. Dio sogna! Cosa sogna o meglio chi sogna? Noi! Il suo popolo! La santità per il suo popolo! Noi, non siamo solo il sogno di Dio, ma anche coloro insieme ai quali egli vuol sognare e realizzare il suo sogno, quelli ai quali chiede di lavorare nella “sua vigna”, quelli che devono prendersene cura. E qui si inserisce il mistero della libertà dell’uomo, quella insita nella sua stessa natura, chiamata in causa fin dalla sua creazione. Coloro che egli chiama a prendere parte al suo sogno, possono, invece di collaborare, volersi impossessare del sogno, per realizzarlo da sé, secondo il proprio tornaconto e non secondo le intenzioni del sognatore. Essi possono, dice Papa Francesco, «rovinare il progetto del Signore» e riferendosi alla vigna, continua: «vogliono fare di essa quello che vogliono, e così tolgono a Dio la possibilità di realizzare il suo sogno sul popolo che si è scelto». Quindi un’ esortazione forte alla vigilanza, quella del Pontefice. Egli richiamando la parabola con la quale Gesù si era rivolto ai capi del suo tempo, ovvero alla classe dirigente di allora, ne sottolinea l’attualità, facendo un esplicito riferimento a quelle mediazioni delle quali il Signore si serve per prendersi cura e guidare il suo popolo alla santità. Infatti, per quel che concerne l’apertura dei lavori sinodali, afferma: «Anche noi, nel Sinodo dei Vescovi, siamo chiamati a lavorare per la vigna del Signore. Le Assemblee sinodali non servono per discutere idee belle e originali, o per vedere chi è più intelligente… Servono per coltivare e custodire meglio la vigna del Signore, per cooperare al suo sogno, al suo progetto d’amore sul suo popolo. In questo caso, il Signore ci chiede di prenderci cura della famiglia, che fin dalle origini è parte integrante del suo disegno d’amore per l’umanità». Il Santo Padre, che fin dall’inizio del suo pontificato si è rivelato un tenace testimone di speranza, indica anche la strada sicura per vincere la cupidigia e l’ipocrisia con le quali si può «frustrare il sogno di Dio», farsi guidare dallo Spirito Santo ed affidare a Gesù la custodia delle menti e dei cuori. In questo modo, conclude il Papa, «i nostri pensieri e i nostri progetti saranno conformi al sogno di Dio: formarsi un popolo santo che gli appartenga e che produca i frutti del Regno di Dio». ( foto di Antonio Spadaro)

Daniela Gallo

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