In diretta dal Sinodo -8

erdoRipresi i lavori con la relazione post disceptationem letta dal cardinale Peter Erdo, il quale, è entrato nel vivo della relazione dopo una premessa in cui ha ricordato la portata universale della famiglia, che tutti possono facilmente riconoscere guardando alla centralità che tale esperienza occupa nella proprio vissuto ed il suo forte significato formativo in quanto «Grembo di gioie e di prove, di affetti profondi e di relazioni a volte ferite, la famiglia è veramente “scuola di umanità”». Resta vivo nel cuore di tanti giovani il desiderio di famiglia, che può spiegare «la necessità che la Chiesa annunci senza sosta e con convinzione profonda quel “Vangelo della famiglia” che le è stato affidato con la rivelazione dell’amore di Dio in Gesù Cristo». Alla luce del discorso di Papa Francesco che aprendo il Sinodo ha chiesto ai padri un «duplice ascolto dei segni di Dio e della storia degli uomini e nella duplice e unica fedeltà che ne consegue». Il cardinale ha esposto i diversi punti della relazione, suddivisa in tre parti: «l’ascolto, per guardare alla realtà della famiglia oggi, nella complessità delle sue luci e delle sue ombre; lo sguardo fisso sul Cristo per ripensare con rinnovata freschezza ed entusiasmo quanto la rivelazione, trasmessa nella fede della Chiesa, ci dice sulla bellezza e sulla dignità della famiglia; il confronto alla luce del Signore Gesù per discernere le vie con cui rinnovare la Chiesa e la società nel loro impegno per la famiglia». Nella prima parte è stata sottolineata la specificità che caratterizza le situazioni irregolari, che accomunate dall’assenza di un vincolo che ne sancisca l’indissolubilità, richiedono di essere accostate in modo diversificato. Attualmente, la più grande difficoltà della famiglia è «la solitudine, che distrugge e provoca una sensazione generale di impotenza nei confronti della realtà socio-economica che spesso finisce per schiacciarle». In molti paesi non solo occidentali si è constata la presenza di numerose convivenze. Il numero dei divorzi è in aumento per cui molti bambini, considerando anche quelli nati in condizioni irregolari, crescono con un solo genitore e in certi casi vengono usati come oggetto di contesa. Sempre riguardo ai più piccoli, rimane aperto il problema dell’educazione religiosa nelle unioni miste. Nel contesto internazionale le situazioni si diversificano, in certe zone dell’Africa sussiste la poligamia, in altri contesti i cosiddetti “matrimoni a tappe” e combinati. Una pesante influenza è poi esercitata sull’unità della famiglia dalle migrazioni. Quelle situazioni, in cui la crisi della coppia finisce per avere effetti destabilizzanti sulla famiglia, «indebolendo l’individuo e i legami sociali» e alimentando la crisi di sentimenti di speranza, hanno fatto emergere l’importanza di una sana vita emozionale e relazionale. I vescovi hanno affermano che «si riscontra nei singoli un maggiore bisogno di prendersi cura della propria persona, di conoscersi interiormente, di vivere meglio in sintonia con le proprie emozioni e i propri sentimenti, di cercare una qualità relazionale nella vita affettiva». Il compito della Chiesa di ravvivare la speranza, anche nel nostro tempo, non può che muovere dalla certezza che «l’uomo viene da Dio e che, pertanto, una riflessione capace di riproporre le grandi domande sul significato dell’essere uomini, possa trovare un terreno fertile nelle attese più profonde dell’umanità». Nella seconda parte: Lo sguardo su Cristo: il Vangelo della famiglia, è stato definito il primato della vita spirituale. La contemplazione del mistero di Cristo permette di leggere con i suoi stessi occhi gli eventi e di individuare quelle strade nuove che aiutano gli uomini a rimanere nella comunione con Dio, «si tratta di leggere in termini di continuità e novità l’alleanza nuziale, nell’ordine della creazione e in quello della redenzione». Secondo i padri sinodali è possibile riconoscere nel progetto divino sulla famiglia tre tappe fondamentali: «la famiglia delle origini, quando Dio creatore istituì il matrimonio primordiale tra Adamo ed Eva, come fondamento solido della famiglia: maschio e femmina li creò, la famiglia storica, ferita per il peccato e la famiglia redenta da Cristo, a immagine della Santa Trinità, mistero da cui scaturisce ogni vero amore. L’alleanza sponsale, inaugurata con la creazione e rivelata nella storia tra Dio e Israele, perviene alla sua pienezza con Cristo nella Chiesa». Rispetto alla distanza dal disegno originario di famiglia che presentano le diverse situazioni irregolari, i vescovi hanno affermato che «compete alla Chiesa di riconoscere quei semi del Verbo sparsi oltre i suoi confini visibili e sacramentali». Nella terza parte: Il confronto: prospettive pastorali, sono state illustrate le istanze sulle quali è convenuta l’assemblea sinodale. Si è fissata l’attenzione sulla dimensione missionaria della Chiesa e si è e constata la necessità di una conversione che comporta: la presa di coscienza che «Evangelizzare è responsabilità condivisa di tutto il popolo di Dio», l’ inculturazione l’annuncio perché «La verità si incarna nella fragilità umana non per condannarla, ma per guarirla», la riscoperta della dimensione profetica della Chiesa, il mettere in luce il primato della grazia. perché si tratta di «far sperimentare che il Vangelo della famiglia è gioia che riempie il cuore e la vita intera». In un ottica pastorale di prevenzione si è ribadita l’importanza della cura dei percorsi prematrimoniali, che dovrebbero avere un taglio vocazionale e dell’ accompagnamento delle coppie, soprattutto nei primi anni del matrimonio. È necessario, in questo senso, giungere alla coscienza di un impegno condiviso da tutta la comunità, oltre al bisogno di «un radicamento della preparazione al matrimonio nel cammino di iniziazione cristiana, sottolineando il nesso del matrimonio con gli altri sacramenti». Nei confronti di situazioni riguardanti matrimoni civili, convivenze, divorziati risposati, omosessuali, i padri sinodali rimanendo fedeli al Vangelo della famiglia, hanno sentito «L’urgenza cammini pastorali nuovi, che partano dall’effettiva realtà delle fragilità familiari». Diversi vescovi hanno riconosciuto il bisogno di uno snellimento delle pratiche di riconoscimento dei casi di nullità. Circa la possibilità di divorziati risposati di accedere ai sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia, ci sono tra loro posizioni diverse, alcuni confermano la disciplina attuale, altri sono disponibili a una maggiore apertura, a condizioni ben precise, in quelle situazioni che non possono essere sciolte senza determinare nuove ingiustizie. Altri, ancora, ipotizzano un cammino penitenziale sotto la responsabilità del vescovo diocesano con un discernimento da attuarsi caso per caso. L’educazione rimane l’ impegno primario per famiglia e Chiesa. Di fronte a questa sfida l’iniziazione cristiana, sostenuta da comunità aperte, può offrire un prezioso contributo «accompagnando bambini, ragazzi e giovani nella loro crescita attraverso cammini personalizzati capaci di introdurre al senso pieno della vita e di suscitare scelte e responsabilità, vissute alla luce del Vangelo». Il cardinale ha concluso la relazione dichiarando che le riflessioni proposte non sono decisioni prese né prospettive facili, ma ha proseguito, «Il cammino collegiale dei vescovi e il coinvolgimento dell’intero popolo di Dio sotto l’azione dello Spirito Santo potranno guidarci a trovare vie di verità e di misericordia per tutti. È l’auspicio che sin dall’inizio dei nostri lavori Papa Francesco ci ha rivolto invitandoci al coraggio della fede e all’accoglienza umile e onesta della verità nella carità». Dopo la relazione è stato comunicato il tema scelto da Papa Francesco per il Sinodo ordinario che si svolgerà il prossimo ottobre «La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo».

Daniela Gallo

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