Padre…Maestro…Amico…Buon Compleanno!

Con la festa di oggi entriamo nel vivo dell’anno in cui ricordiamo il bicentenario della nascita del nostro Padre, Maestro e Amico San Giovanni Bosco.

Quando nacque nell’estate di 200 anni fa nessuno avrebbe scommesso su quel semplice ragazzo che amava studiare e prendersi cura dei suoi amici. A distanza di due secoli lo continuiamo a chiamare Padre, perché ci ha fatto sperimentare l’immenso amore di Dio nei nostri confronti, perché è stato padre per chi un papà non aveva o non sapeva cosa fosse; lo chiamiamo Maestro, perché ci ha indicato la via da seguire, stando non in cattedra o dall’alto di un pulpito ma camminando al nostro fianco e insegnando con la vita e con i gesti, prima ancora che con le parole; lo chiamiamo Amico, perché, nei momenti belli e in quelli meno belli, è accanto a noi per dirci ancora una volta che siamo un tesoro immenso agli occhi di Dio.

Oggi festeggiamo il suo compleanno speciale, la sua nascita in paradiso. Oggi ricordiamo il giorno in cui ha lasciato questa terra, riempiendo di lacrime gli occhi dei suoi amici e compagni ma, allo stesso tempo, di gioia i loro cuori: essi sapevano che il loro don Bosco stava andando a preparare un posto in paradiso per tutti quelli che si sarebbero fidati di lui, prendendosi cura dei giovani di ogni angolo della terra e di ogni tempo.

Siamo tutti ladri! Tutti siamo riusciti e riusciamo ancora a rubare un pezzo del suo cuore e lui, benevolmente, lascia che ognuno ne prenda un po’. Don Bosco è di tutti: di chi ha consacrato la sua vita a servizio dei giovani, come i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice; di chi dedica il suo tempo all’oratorio; di chi, insegnando, tenta di assomigliare almeno un po’ a quel prete della periferia di Torino di fine ‘800.

Una preghiera ti rivolgiamo, San Giovanni Bosco: fa’ che ognuno di noi sappia riconoscere in ogni volto quello di Gesù, quello stesso volto che hai saputo riconoscere tu nei mille volti dei giovani sconfitti e umiliati di Torino; fa’che ognuno sappia cercare Gesù in tutti i giovani smarriti e sfiduciati che popolano le nostre città, le nostre scuole ed i nostri cortili. Non vogliamo altro che assomigliare a te, per essere padri, madri, maestri e amici dei nostri giovani come lo sei stato tu.

Nicola Antonazzo

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